Vasi Comunicanti… uno sguardo sull’intermodalità in bergamasca

 

“Vasi comunicanti… uno sguardo all’Intermodalità in bergamasca”: abbiamo deciso di intitolare così questo focus nato dal lavoro dei volontari del Servizio Civile Nazionale di quest’anno ed in particolare da Daniele Manara, giovane albinese che per un anno (tra le altre cose) si è prestato a cercare di capire come e se funziona la mobilità intermodale in Provincia di Bergamo.

Il centro della nostra osservazione sono state le due principali tratte su ferro utilizzate per il trasporto locale: la linea 1 della TEB e il servizio di treno metropolitano Bergamo-Treviglio ed in particolare la dotazione delle “fermate”.

Abbiamo deciso di non prendere in considerazione la tratta Albano-Ponte per le note vicende di trasformazione del servizio che la riguarderanno nei prossimi anni e per la progettazione della quale, auspichiamo, l’analisi qui fatta possa essere utile.

Naturalmente la stessa attenzione si potrebbe allargare a tutto il servizio pubblico (in primo luogo al sistema di pullman finanziati da Provincia di Bergamo) ma le risorse che avevamo a disposizione ci hanno consigliato di concentrarci solo sul “ferro” e di farlo nel migliore dei modi possibili.

La scelta di partire da queste due infrastrutture nasce anche dalla volontà di rilanciare alcune osservazioni nel dibattito in corso da tempo sull’opportunità di una “cura del ferro” per la bergamasca: 10 anni fa, insieme ad Italia Nostra Bergamo e a WWF Bergamo, abbiamo organizzato un bel convegno proprio con quel titolo. Vedere che la politica istituzionale l’ha 1ripreso e l’ha fatto diventare uno dei temi in agenda è già un risultato.

Non neghiamo di essere soddisfatti del fatto che, finalmente, le istituzioni abbiano deciso di “darci retta” adottando sia la terminologia che un metodo, collaborativo e inclusivo, per raggiungere il risultato.

Auspichiamo sempre di più, alziamo (e alzeremo) l’asticella, ma già vedere al lavoro rappresentanti del territorio con ruoli diversi e collocazioni – a volte – opposte che lavorano gomito a gomito per dare slancio ad una mobilità nuova è una cosa che apprezziamo.

Ci piacerebbe un maggior coinvolgimento anche di realtà meno istituzionalizzate, dei cittadini, dei portatori di interessi comuni… Ci piacerebbe che lo stesso metodo collaborativo venisse adottato anche su altri problemi che affliggono il territorio (lo sviluppo incontrollato di Orio, la necessità di ammodernare e rendere più sostenibile la mobilità del comparto industriale ed artigianale, il superamento di una visione anni ‘60 della mobilità su gomma, la confusa proposta di un collegamento su ferro Orio-Bergamo…) ma intanto è stato fatto un primo passo.

Ci pare, però, opportuno che il primo passo avanti su cui concentrarsi, dal lavoro in corso per la Linea 2 Teb, per il prolungamento della Linea 1, per il raddoppio del binario da Albano a Ponte (o magari fino a Calusco) sia focalizzare quali sono gli obiettivi “di sistema” (e in questo caso il fatto che siamo nella fase di revisione del PTCP – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è una grande opportunità), quali le modalità di gestione del servizio che possono contribuire a sfruttare le risorse in maniera più oculata (e in questo caso il fatto che sia in discussione la gara d’appalto per la gestione del trasporto pubblico in Provincia cade a fagiolo), quali le aspettative da parte dei cittadini. 

Questo documento vuole essere un piccolo contributo per accompagnare questo percorso.

È il momento: ci sono le energie, c’è la comprensione delle opportunità, ci sono i margini per fare sistema. 

Sarebbe un peccato “perdere il treno”…

In allegato: Vasi Comunicanti… uno sguardo sull’intermodalità in bergamasca

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