La Mercatorum

Un po’ di storia

Da Bergamo alla Valtellina: sulle vie degli antichi mercanti. Riscoprire le ricchezze di un territorio

Stiamo lavorando per portare sulla rete l’esperienza del camminare lungo le antiche vie del commercio tra le valli bergamasche e la valtellina.

Ci piacerebbe riuscire a coniugare tutela e valorizzazione del territorio, dei beni artistici, culturali, ambientali.

Camminare lungo le “Antiche Vie” come esperienza che ci permetta di guardarci intorno e di riscoprire le fatiche ma anche le tradizioni e le specificità del nostro territorio. Artistiche, culturali, naturali, enogastronomiche.

Se vuoi avere informazioni riguardo le iniziative in programma o  informazioni generali, puoi contattare

Legambiente Bergamo allo 035319449    info@legambientebergamo.it

 

CHE COS’È LA VIA MERCATORUM

La Via Mercatorum – strada dei mercanti – collegava nel Medioevo (le prime carte che ne parlano sono nel 1392, ma certamente esisteva prima) Bergamo con l’alta val Brembana, passando per la bassa val Seriana. Questo tracciato evitava la zona a strapiombo sul fiume Brembo in località Botta, che rendeva difficoltoso il passaggio a muli e cavalli carichi. La sua funzione era rifornire i paesi di montagna dei prodotti che non erano in grado di produrre (sale, attrezzi, tessuti….) e di commerciare con la Valtellina, appartenente al Cantone dei Grigioni. Il tracciato partiva a nord della città di Bergamo, saliva verso la bassa val Seriana raggiungendo Alzano con la sua frazione Nese e Nembro.

Da qui la saliva da Lonno a Salmeggia, scendeva a Selvino, proseguiva in quota per Aviatico (ancora oggi si incontra la località di Trafficanti) fino a Serina e Dossena – fino ad almeno il XIII secolo capoluogo religioso della val Brembana – per poi scendere sul fondovalle brembano, raggiungendo l’importante snodo di Cornello dei Tasso, da cui proseguiva verso Averara (ne sono testimonianza gli splendidi portici) e il passo di San Marco da cui scendeva in Valtellina.

La strada si manteneva per gran parte del percorso a circa 800-1000 m e incontrava numerosi paesi. Esistevano naturalmente numerose varianti a questo che era considerato il percorso principale e più recente, in quanto era interesse dei commercianti toccare quante più località possibili: la vera Via Mercatorum è insomma una rete di strade che percorrevano le nostre montagne. Il percorso forse più antico scendeva da Selvino a Rigosa, Algua, Frerola, Pagliaro per risalire a Serina. Altri sentieri collegavano la città con Poscante e Zogno tramite la forcella di Monte di Nese, cui si giungeva anche da Sorisole fiancheggiando il Canto Alto.

Il declino cominciò al termine del XVI secolo quando la Repubblica di Venezia costruì la via Priula – risolvendo con ardite opere ingegneristiche il problema del passaggio sul Brembo – per migliorare i propri commerci con la Valtellina evitando di passare per il Ducato di Milano (e i relativi dazi) tramite la via del lago di Como. Sia Cornello dei Tasso che Averara rimasero tagliati fuori dal nostro percorso e decaddero. Il che decretò la salvezza della loro unicità urbanistica. Sulla via Mercatorum – come poi sulla Priula – si innestò la viabilità ordinaria, che distrusse o nascose la maggior parte degli antichi tracciati. Oggi è però possibile riscoprirne sia il senso che alcuni scorci.

VARIANTE DA ALBINO

Il sentiero (segnavia CAI 550) parte presso la funivia di Albino-Selvino (520 metri). Inizialmente si sviluppa su strada asfaltata per circa un chilometro, fino alla chiesetta della Madonna della Neve del XV secolo, con interessanti affreschi dei Marinoni. Il percorso prosegue per l’angusta Valle dell’Albina, in zona boscata con rocce dolomitiche, profondamente incise, passando sotto il cavo della funivia. Interessanti le grotte sul versante sinistro, in cui sono stati trovati reperti preistorici (Büs de la Scabla e Paradis di Asegn).

Il sentiero, vera mulattiera che nella parte iniziale comprende gradini e opere murarie, nella parte terminale si divide in due: il tracciato di destra si dirige verso Ama, quello di sinistra sale nell’abitato di Selvino, sbucando a quota 941m, poco sotto la stazione alta della funivia. Il dislivello è di 420 m.