Salviamo il santuario di Caravaggio

Alla c.a.
Stimato Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo
Ministro Dario Franceschini
E p.c.
Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio
Arch. Antonella Ranaldi
Oggetto: Salvaguardia e tutela del Santuario di S. Maria del Fonte di Caravaggio

Stimato Ministro,
Egregio soprintendente,

Con la presente portiamo alla Sua attenzione la nostra preoccupazione per un grave attentato agli interessi della collettività locale e nazionale. Ci riferiamo al rischio che sia intaccato irreversibilmente il patrimonio rappresentato dall’area del complesso architettonico del Santuario di S. Maria del Fonte di Caravaggio (opera di importanza storica, artistica, culturale, religiosa e di notevole importanza paesaggistica).

Questo grave rischio si potrebbe concretizzare se venisse perfezionato un provvedimento amministrativo adottato dal Comune di Misano di Gera d’Adda, che prevede di realizzare un orrendo, irrispettoso, offensivo polo logistico nella vicinanza del Santuario (500 m di distanza per la precisione).
E’ da molti anni ormai che cerchiamo di fermare questo tristissimo progetto. Di seguito le tappe di una estenuante battaglia amministrativa.
Nel Piano del Governo di Territorio (PGT) presentato e poi approvato (24.02.2011) dal Comune di Misano Gera d’Adda (Bg), limitrofo a quello di Caravaggio, venne inserita una zona industriale (ambito AT1/B), (spostandola da dove era stata prima individuata e collocata), una vastissima area nelle immediate vicinanze del citato Santuario. Quanto sopra, in aperto contrasto con il comportamento delle precedenti amministrazioni, che avevano categoricamente escluso la fattibilità di una simile posizione della zona industriale per le evidenti motivazioni riguardanti gli interessi e quei beni da salvaguardare essendo il Santuario Mariano, dopo quello di Loreto, il secondo in Italia per importanza.
Riteniamo che la scelta operata dal Comune di Misano di Gera d’Adda, non abbia alcuna necessità di rilievo pubblico.  Infatti, esiste già nello stesso Comune (circa 2900 abitanti) una zona destinata ad uso industriale e pertanto non possiamo condividere l’iniziativa di detto ricollocamento che snaturerebbe la zona del Santuario da quelle che, da sempre, sono le sue caratteristiche di bene da proteggersi e tutelarsi.
Quanto sopra è stato denunciato per iscritto e apertamente alle Autorità preposte, inviando al Ministro per i Beni Culturali di allora, il Senatore Sandro Biondi e al Vescovo di Cremona le segnalazioni del caso, inoltre dei fatti è stata informata la Stampa nazionale e locale (Corriere della Sera, Il Giorno, Giornale dell’Arte, Eco di Bergamo, Popolo Cattolico, Giornale di Treviglio, ecc…) che ha divulgato la vicenda.
In data 30.12.2010 sono state presentate al Comune di Misano G. d’Adda, le pre-osservazioni all’ipotesi illustrata dal nuovo PGT, con la richiesta di sottoposizione al vincolo di tutta l’area che circonda il Santuario, al fine di salvaguardare tale patrimonio di importanza storica, artistica, paesaggistica e religiosa, meta ogni anno di milioni di pellegrini.
In tale iniziativa siamo stati affiancati da altre associazioni ambientaliste (FAI) e da numerosi cittadini indignati e increduli di detta collocazione industriale addossata al Santuario.
In breve tempo sono state raccolte ed inviate alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Milano circa 5000 firme.
La Soprintendenza, in evidente contrasto con la trasformazione in atto, ha immediatamente interpellato il Comune di Misano Gera d’Adda, chiedendo la revisione dello strumento urbanistico (lettera del 16.11.2010).
– con successiva missiva alla Direzione Generale Ambiente della Regione Lombardia
e pc. al Ministero dei Beni Culturali dell’8 aprile 2014 protocollo n° 4094 (doc.17), la stessa Soprintendenza ha posto l’attenzione sul valore paesaggistico tra il Santuario e la S.P. 185 Rivoltana sottolineando che tale ambito ha caratteristiche tali da costituire una unità di paesaggio, anche se non è attualmente tutto soggetto alla tutela prevista dalla Terza Parte del D.Lgs. 42/2004. Pertanto proponeva la sottoposizione a tutela paesaggistica dell’intero ambito ai sensi dell’art. 136 lettera C del citato D.Lgs 42/2004 .
Anche l’Arpa, intervenuta nella procedura si è mostrata dissenziente al nuovo PGT che invertiva la trasformazione degli ambiti AT1/A e AT1/B ed invitava il Comune di Misano G.d’Adda ad effettuare la” Valutazione d’incidenza intesa non come procedura formale ma come analisi sostanziale “(rif.prot. 7184 del 10.11.2010 e successive osservazioni del 7.01.2011, prot 1591 cl. 31.3 rep. 787/10).
Il Comune di Misano G. d’Adda non evadeva tale richiesta.
In data 3.02.2011 alcuni esponenti politici bergamaschi hanno presentato una “Interrogazione Regionale” concernente il PGT di Misano Gera d’Adda.
Nonostante i numerosi inviti a un ripensamento della collocazione del nuovo ambito industriale, il Comune di Misano G. d’Adda ha approvato il nuovo PGT (24.02.2011).
Legambiente con Arpa, ricorrono al Tar di Brescia (27.05.2011) per ottenere l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale di Misano N°5 del 24.02.2011 ad oggetto: “Approvazione Piano Governo del Territorio” nella parte inerente la trasformazione e approvazione degli ambiti comparti AT1/A e AT1/B.
Il Comune, in data 09.09.2011 si costituisce presentando propria replica.
In data 16/11/2018 il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima), definitivamente si pronuncia ed accoglie parzialmente, il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti, e per l’effetto, con sentenza N. 0170/2018, annulla LA DELIBERAZIONE CONSILIARE 24/2/2011 N. 5, RECANTE L’APPROVAZIONE DEL PGT del Comune di Misano Gera d’Adda.
Ma questo non basta a porre fine alla vicenda. In data 01/03/2019 la Giunta Comunale di Misano, con delibera n° 27 autorizza il Sindaco a proporre appello al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale avverso la sentenza N. 0170/2108.
In data 12/11/2020 il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione IV ha fissato l’udienza pubblica (Numero Registro Generale 4618/2019) e siamo in attesa della sentenza.
Premesso quanto sopra, La invitiamo ad esaminare l’intera vicenda, al fine di intervenire, se le sarà possibile, per tutelare una gemma del nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, eventualmente introducendo qualche tutela speciale che vincoli e imponga una revisione dello strumento urbanistico del Comune di Misano G. d’Adda.
Restiamo a Sua disposizione per ogni evenienza al riguardo e chiarimenti, ringraziamo, e Le inviamo i sensi della nostra stima e della nostra più alta considerazione.

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