La transizione ecologica non si fa con queste logi(sti)che

Per anni ci hanno raccontato che servivano nuove strade, e soprattutto autostrade, per il progresso della terra bergamasca, per “risolvere i problemi del traffico” e così vivere felici e contenti, ognuno libero di gironzolare con la propria automobilina (il sogno americano de’ noantri) senza code e noiose rotatorie.
Schiere di paladini del traffico, ognuno con la propria coccarda di diversi colori appuntata al petto, si sono prodigate negli anni per promuovere strade e far fiorire l’asfalto, in nome del Progresso (e dell’elettore, che a stare troppo in coda nel traffico mica si fanno tante sottili analisi politiche ma si pensa subito che “la prossima volta voto quello là che ha detto che mi fa l’autostrada sotto casa”). E molte di queste strade stradine stradone sono anche riuscite a realizzarle, spianando le (poche) resistenze a furia di compensazioni di vario tipo mentre gli amministratori locali sotto ipnosi ripetevano il mantra del “bisogna scegliere il male minore”. Anche grazie ai soldi di alcuni benefattori che credono nel Progresso, e nel Project Financing, molte di queste autostrade sono indubbiamente servite. Per esempio la Brebemi, è servita, pare, dicono. Si ma a che cosa?
È servita non solo a far fare quattro tiri di pallone a qualche burlone[1], o a far risparmiare qualche manciata di secondi a chi scarica le spese di viaggio. È servita non tanto a far correre più velocemente il Progresso su nuovi e luccicanti nastri d’asfalto, quanto a far scorrere i soldi sui mercati finanziari: ad attrarre le operazioni immobiliari legate al settore della logistica![2]

Ecco la storia, anzi una delle tante:

C’era una volta un polo logistico, costruito a Calcio (nel 2017), vicino ad una nuova autostrada inutilizzata, la BreBeMi. Dopo quattro anni, i poli logistici erano già cinque, e si è iniziato a parlare della zona come “Quadrilatero della logistica” (cioè i comuni di Calcio, Covo, Cortenuova e Cividate al Piano). Nel 2021 è stato presentato il progetto di costruzione di un altro polo logistico, il sesto nel quadrilatero, il terzo nel comune di Calcio. In quattro anni nel Quadrilatero della logistica è stato avallato un consumo di suolo di 1,1 milioni di metri quadrati, quanto 154 campi di calcio, quanto circa l’abitato di comuni come Calcio o Cividate al Piano, che hanno impiegato più di 2300 anni (Calcio) e 2100 anni (Cividate al Piano) per svilupparsi come li vediamo oggi.

Flash mob di Legambiente per la Giornata Mondiale del Suolo 2021

Complessivamente, nell’area intorno all’autostrada BreBeMi, ci sono altri sedici nuovi insediamenti costruiti, che portano il consumo di suolo destinato ai poli logistici a 3,3 milioni di metri quadrati. [3]

Nel deserto istituzionale, con la generalizzata impotenza o incapacità degli enti locali o sovraordinati di far fronte alle spinte dei Golia immobiliari con regole condivise e cogenti di gestione del territorio, il ruolo di Davide viene assunto dai cittadini, che provano a scagliare ricorsi e a fare massa critica. Legambiente, Fridays for Future Bergamo, Italia Nostra con il supporto di numerose associazioni della bassa pianura bergamasca, promuovono un ricorso contro l’ennesimo polo logistico. Siamo in attesa di un finale sorprendente per questa storia (mai perdere la speranza).

Il nuovo insediamento logistico a Osio Sotto

Mentre il “quadrilatero della logistica” é in fermento, qualcosa covava anche in altri lidi, in riva al Brembo per la precisione: ad Osio Sotto spunta la proposta per un insediamento di 61.000 mq di superficie lorda di pavimento per 14 m d’altezza.
Non c’è pace per il territorio della bassa bergamasca, non c’è freno all’appetito delle spinte immobiliari, non c’è tregua per chi ancora si ostina a pensare globalmente ed agire localmente (Legambiente e altri/e) mentre vorrebbe solo godersi qualche passeggiata nei campi tra una quarantena e l’altra…

L’area prevista per l’insediamento del nuovo impianto logistico a Osio Sotto

Il fatto è che proprio questi campi sono in pericolo: stavolta la logistica ha scelto un’area che, se è vero che confina con una zona produttiva, è anche vero che confina con l’Aula Ambientale del Vivaio e la stazione di inanellamento nel PLIS del Brembo. Un’area che nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale viene compresa nella “piattaforma agroambientale”; un’area di cui la stessa Provincia ha messo in evidenza (in sede di VAS – Valutazione Ambientale Strategica) la “delicatezza del luogo, il quale appartiene ad un continuum di aree verdi libere (…) alla fascia di tutela fluviale ex D.Lgs. 42/2004 e al corridoio ecologico regionale primario lungo l’asta del Brembo”.
E dici poco…

Chi è il proponente?
Officine Mak, che si presenta così: “la nostra missione è recuperare e ripristinare immobili e spazi verdi”, e che in un articolo recente[4] dichiara “L’operazione di aumento di capitale che abbiamo appena portato a termine consente di consolidare il patrimonio netto e di creare le basi per futuri investimenti nel settore della logistica con un portafoglio di 400.000 mq di S.L.P. in sviluppo sulla direttrice autostradale A4 e Bre.Be.Mi.”

In questo caso un insolito “recupero” di uno spazio verde, ma forse siamo noi a non capirne le logi(sti)che.

Un picchio verde durante una sessione di inanellamento a Luglio 2021 presso la Stazione di Inanellamento Aula del Vivaio di Osio Sotto sito nell’area.

Inusuale è la collocazione della nuova proposta logistica:
in un’area a nord dell’autostrada, raggiungibile (5 km per il casello di Capriate, 7 per quello di Dalmine) tramite strade in gran parte locali o comunque molto congestionate dal traffico. Sembrerebbe, a pensar male, la solita operazione finanziaria. Ma noi che non pensiamo male subito ci chiediamo quale sarà il vantaggio per i cittadini, quale sarà la contropartita per un aumento di consumo di suolo e un aumento di traffico ed effetti connessi, perché di sicuro un vantaggio ci sarà se l’Amministrazione comunale sta valutando l’ipotesi di accettare la proposta. Nell’era della Transizione Ecologica, che passa attraverso l’equazione inquino e devasto il territorio ma in compenso pianto tanti alberi, quale sarà la compensazione, in particolare quali saranno le “opere di recupero ambientale e/o produzione di energia rinnovabile” che hanno dato diritto ai 9.000 mq aggiuntivi di slp come previsto dallo strumento urbanistico?

Anzi, lo chiediamo ai cittadini e alle cittadine, direttamente: cosa vorreste in cambio di questa bella colata di cemento?
quanti alberi piantati? quanti fiorellini nelle aiuole? o nuovi parchi giochi? nuovi parcheggi in centro? una bella pista ciclabile? un’asfaltatina qua e là alle strade? …

Quanto vale la nostra salute? Quanto vale il nostro silenzio, tutte le volte che fingiamo indignazione per poi voltarci dall’altra parte perché tanto è uguale, tanto è già tutto deciso, tanto certi poteri economici non li puoi fermare e ti schiacciano comunque ed è meglio scegliere “il male minore” (e basta!), tanto è tutto inutile?

Almeno facciamoci sentire! Almeno sforziamoci di capire, di approfondire, per poter avere un’opinione basata su un’informazione corretta, per poter esprimere un’opinione. Che questa storia del tempo che non basta mai per fare tutto e che non abbiamo tempo per informarci e per agire, ormai è stantia, logora e anche un tantino ripugnante.

Andremo a dirlo ai nostri figli, tra dieci anni, quando a forza di logistiche sparpagliate random sul territorio al posto del Bosco dell’Itala avremo 2 autostrade pedemontane e 7 raccordi, che “sai io c’ero ma non ho potuto fare nulla, non avevo tempo”.

[1] https://www.youtube.com/watch?v=tXvHjOifS44

[2] Legambiente ne ha parlato qui: https://www.facebook.com/LegambienteBergamo/videos/212157477461017

[3] https://www.legambientebergamasca.it/2021/03/26/lennesimo-polo-logistico-a-calcio-le-vicende-e-il-ricorso-al-tar-di-legambiente-e-dei-gruppi-ambientalisti/

[4] https://www.monitorimmobiliare.it/officine-mak-sottoscritto-aumento-di-capitale-a-5-mln-_202112131221

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