TRASPORTI ALLO SBANDO…SCELTE SENZA LOGICA E VISIONE IN VAL CAVALLINA!!!

Dopo anni di attesa sembra che ci siamo.

Purtroppo, la variante alla SS42 nel tratto Trescore-Entratico si farà.

Nonostante non sia ancora presente un progetto definitivo, nonostante la fresca nomina di un commissario straordinario che accorcerà l’iter burocratico e ahimè anche le tempistiche di valutazione sulle tematiche ambientali, nonostante le olimpiadi siano sempre più vicine. Come circolo di Legambiente la notizia non ci entusiasma, al contrario dei politici, sia di destra che di sinistra, presenti a Roma. Ma perché tutto ciò non ci fa fare i salti di gioia? Perché la nuova variante è un tratto molto breve, molto costoso e con enormi danni ambientali che non fa parte di un chiaro intervento sull’intero tracciato della SS42 della Val Cavallina, capace di risolvere il gravoso problema del traffico, soprattutto da Entratico a Casazza, pertanto automobilisti e cittadini la coda si sposterà di qualche chilometro, non illudetevi!

Un progetto parziale dalle intuibili previsioni: il traffico non diminuirà, lasciando il grave rischio che le code che si formano negli orari di punta si spostino di poche centinaia di metri per poi formarsi in galleria. Crediamo che I fondi disponibili andrebbero impiegati per la manutenzione del tratto Trescore – Spinone in quanto potrebbe rivelarsi una scelta più adeguata, sia in funzione del miglioramento dei tempi di percorribilità, sia per la soluzione dell’attraversamento dei centri urbani. Inoltre, evidenziamo che nelle ultime valutazioni annuali effettuate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), emerge come l’esposizione al particolato fine causi circa 400mila morti premature all’anno nei 41 Paesi europei, di cui circa 50mila solo in Italia. A questo proposito, è importante sottolineare che non esiste una soglia minima per gli effetti negativi sulla salute dell’esposizione alle polveri sottili: diminuire le concentrazioni è un beneficio per la salute indi­pendentemente dai valori di concentrazioni da cui si parte.

Per tanto nuove strade equivalgono a più inquinanti pericolosi per la nostra salute emessi in ambiente con un conseguente aggravio delle condizioni di vita.

Negli ultimi anni a causa dell’emergenza sanitaria abbiamo potuto constatare quanto sia fragile e rischioso un modello di sviluppo che penalizza salute e ambiente, abbiamo constatato cos’è veramente importante per il nostro benessere ed a cosa è necessario dare priorità: la variante alla SS42 cerca di mettere al primo posto la comodità dei nostri automobilisti, ma manca di lungimiranza nel momento in cui tale comodità toglie il posto alla salute. Si consideri anche che per altri interventi di variante alla SS42, vedi tratto San Paolo d’Argon – Trescore Balneario, non sembra che il rapporto tra i costi sostenuti e i benefici alla fluidità del traffico sia stato significativo. Difatti il congestionamento del traffico è stato solamente traslato di un paio di chilometri: oggi nelle ore di punta il traffico è pressoché fermo con code molto lunghe sulla SS42 nel tratto che attraversa Trescore da ovest a est, e sull’asse Zandobbio – Trescore (rondò delle Fornaci). Non risultano, peraltro, pubblicate verifiche né a breve né a medio termine sui flussi di traffico e gli effettivi abbattimenti dello stesso all’interno dei centri urbani interessati.  E non sono gli unici interventi di varianti stradali in provincia svolti con la medesima logica localistica e con risultati molto discutibili! Ancora una volta, sulla mobilità interurbana, si è scelto di procedere con interventi parziali su pressioni locali anziché avere una visione complessiva della mobilità territoriale, che tenga conto di tutte le variabili funzionali, in primo luogo, alla salute dei cittadini e all’impatto ambientale del traffico veicolare. Realizzare una mobilità sostenibile significa favorire lo sviluppo e la fruizione di mezzi pubblici, fare interventi viari che rispettano le caratteristiche ecosistemiche dei territori e riducano al minimo l’impatto ambientale, ripensare la viabilità con criteri di razionalizzazione in funzione della rete di interconnessione provinciale globale utile e del risparmio di risorse pubbliche.  Va di fatto contrastato il teorema, confutato ormai da molte esperienze negative nella nostra provincia, secondo il quale realizzare più strade si traduce automaticamente in riduzione del traffico.

Al contrario del pensiero di qualche “furbetto” che penserà che gli ambientalisti sono solo per il no vogliamo rivolgere alle autorità alcuni spunti per una mobilità diversa.

Un progetto subito per una tranvia Lovere-Bergamo, automatica su monorotaia con spazi per interscambi gomma-treno. La progettazione di una rete di piste ciclabili che connetta i comuni e i poli scolastici e in generale i punti nevralgici del sistema viario. Il collegamento del polo scolastico di Trescore con la ferrovia Montello-Ponte San Pietro per un collegamento veloce e diretto anche con Milano. Più ascolto e più voce in capitolo da parte dei cittadini per scegliere la mobilità della Valle. A tal proposito proporremo una raccolta firme, sia in formato cartaceo che tramite la piattaforma Change.org in cui chiederemo a tutti gli enti che le risorse vengano investite per un progetto per una tranvia Lovere-Bergamo.

Per chi volesse informarsi su ciò che sarà la variante alla SS42, per chi volesse anche solo fare due parole e firmare la nostra petizione organizzeremo due banchetti informativi, uno Sabato 5 Marzo dalle ore 9.00 alle ore 12.30 in Via Locatelli a Trescore Balneario, lato opposto del Comune, e uno Domenica 6 Marzo dalle ore 9.00 alle ore 12.30 a Entratico in Viale Rimembranze.  

 

LEGAMBIENTE CIRCOLO VAL CAVALLINA E VAL CALEPIO                                                                                            

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